L'ansia è sempre un vuoto che si genera tra il
modo in cui le cose sono e il modo in cui pensiamo che dovrebbero
essere; è qualcosa che si colloca tra il reale e l'irreale.
(Charlotte Joko Beck)
Facile
convicersene. Basta pensare ad una remota ipotesi di licenziamento.
Prima di ricevere una simile notizia l’ansia non c’è. Subito dopo averla avuta, l’ansia
diventa feroce. La mente comincia ad elaborare una serie di scenari
negativi che hanno a che fare con la caduta delle proprie condizioni di
vita…..perdita di denaro, di possibilità di mantenere la famiglia, di
far studiare i figli se ce ne sono, di poter pagare il mutuo….perfino di
potersi comprare da mangiare.
Cosa succede nella mente? Si insinua la paura che è rappresentata dal RISCHIO che si potrebbe correre.
Si
vorrebbe che non ci fosse questo rischio ed invece il rischio c’è. La
realtà è che il rischio c’è. Il desiderio “irreale” è che il rischio non
ci sia. Questo è lo “spazio” indicato dall’autrice. Si tratta di un
rifiuto tra ciò che SI PENSA sia la realtà e quello che si VORREBBE
fosse. Tutto questo SENZA che l’evento del licenziamento sia avvenuto e
senza che esso sia certo. Ma la mente è corsa al futuro, al futuro
rischioso. E la sofferenza è già arrivata, è già pesantemente presente.
Se
invece si permanesse nella fiducia e nel presente, dove il lavoro c’è
ancora, si rimarrebbe calmi e l’ansia non comparirebbe. E si potrebbe
pensare con calma a come muoversi QUI ED ORA per evitare il rischio
futuro. Mantenere fiducia aumenta enormemente la possibilità di
fronteggiare i problemi.
Immaginare scenari negativi scatena la paura e la vita precipita. Subito.

Nessun commento:
Posta un commento